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Depuratori domestici per l’acqua potabile: quello che i venditori non dicono

Depuratori domestici per l’acqua potabile: quello che i venditori non dicono

Come scegliere il modello giusto per te? Tre consigli per scoprire cosa ti serve (e se funziona davvero)

Dal 2012 è entrato in vigore un decreto che ha messo un freno al Far West del mercato dei depuratori domestici per l’acqua.

È il Decreto del Ministero della Salute 25/2012: “Disposizioni tecniche concernenti apparecchiature finalizzate al trattamento dell’acqua destinata al consumo umano”.

Tuttavia, le segnalazioni che ricevo e l’esperienza sul campo mi dimostrano che c’è ancora tanto da fare prima che le famiglie italiane sappiano riconoscere in maniera oggettiva quale depuratore comprare…

…anche perché costano migliaia di euro, e non è una spesa che va fatta senza riflettere.

In questo articolo ti spiego come individuare le “insidie” nascoste dietro la scelta del depuratore per casa tua, perché le problematiche relative all’acqua potabile possono essere anche molto diverse…

(Ho raccolto le principali in questa guida gratuita, valla a scaricare)

Ma ti aiuto anche a riconoscere le “belle parole” che il venditore di turno potrebbe usare per venderti il SUO depuratore, perché comunque deve tirare l’acqua al suo mulino (perdonami il gioco di parole).

Premessa doverosa:

Acqua Mamma NON vende depuratori, filtri, caraffe o altri dispositivi per il filtraggio dell’acqua.

Ci occupiamo di campionature e analisi dell’acqua, quindi tutto ciò che precede o segue la scelta del depuratore per l’acqua potabile.

Perciò non abbiamo interessi di nessun tipo a consigliarti questa o quella marca, e non diamo suggerimenti su modelli o funzionalità.

E ora partiamo dal principio.

Innanzitutto, il decreto impone ai produttori di includere un libretto di istruzioni per l’uso e la manutenzione scritto in maniera chiara e comprensibile, in modo che sia facile per tutti utilizzare il dispositivo in piena sicurezza.

Queste informazioni devono anche esplicitare cosa è in grado di fare questo depuratore, e quindi finalmente sono state dichiarate illegali le false promesse che riguardano concetti vaghi come “acqua perfettamente depurata”…

…e ogni riferimento a presunte virtù depurative non dimostrabili.

Ma non è tutto.

I depuratori devono garantire la piena efficienza per tutta la loro vita operativa

Il decreto specifica che i risultati promessi devono parlare solo di “sostanze e/o elementi e/o parametri biologici testati sperimentalmente, ovvero essere documentati da letteratura comunemente accettata a livello internazionale”.

Perciò ecco il mio primo consiglio:

Richiedi al venditore una copia del manuale di istruzioni del depuratore PRIMA di acquistarlo, e leggilo con cura.

Se qualcosa non ti è chiaro, è scritto in linguaggio troppo tecnico oppure è vago e indefinito, chiedi spiegazioni senza paura di sembrare pedante. Ne va della sicurezza di tutta la tua famiglia.

Mi raccomando, non accontentarti di una risposta che fa acqua da tutte le parti (altro gioco di parole) e pretendi spiegazioni dettagliate.

Ti ho parlato delle subdole “righe scritte in piccolo” sui manuali dei filtri per i rubinetti in questo articolo del blog, e il tema vale anche per i depuratori.

Inoltre, per poter installare legittimamente il depuratore d’acqua in casa tua la ditta dovrà mostrarti una specifica dichiarazione di conformità che attesti il fatto che è in regola.

Se il venditore non ti fornisce le spiegazioni che chiedi e nemmeno questa certificazione, accompagnalo pure alla porta senza tanti complimenti.

Ma passiamo ad una nota ancora più dolente.

I depuratori possono essere di tipi differenti, e ciascuno di essi può essere più o meno adatto a te a seconda del tipo di acqua che scorre nei tubi di casa tua.

Ad esempio abbiamo:

  • Depuratori d’acqua che usano un addizionatore di anidride carbonica
  • Depuratori d’acqua con filtro al carbone attivo
  • Depuratori d’acqua mediante ionizzazione
  • Depuratori d’acqua che utilizzano dispositivi di depurazione magnetici

Aggiungiamo anche la famiglia degli addolcitori e i filtri per i rubinetti… vedi quanti dispositivi diversi ci sono in commercio?

Puoi anche avere la fortuna di abitare in una zona in cui l’acqua dell’acquedotto è perfetta…

(sebbene i casi di cronaca inquietanti non manchino, come dimostra il caso della chiusura di una scuola per rischio Legionella in provincia di Ferrara…)

…ma i controlli delle autorità non arrivano al tuo rubinetto perché si fermano al contatore. 

Dentro casa non vengono effettuati campionamenti e controlli preventivi, ma solo A POSTERIORI cioè quando qualcuno si è già ammalato.

O peggio.

Pertanto, il venditore del depuratore potrebbe proporti di svolgere per te un’analisi dell’acqua per individuare quali criticità ha l’acqua di casa tua.

Ora, non so come la vedi tu, ma mio nonno mi diceva sempre:

Non chiedere all’oste se il vino è buono.

Intendeva che in certi casi è meglio avere un parere indipendente prima di scegliere qualcosa, e fidarsi solo del parere “disinteressato” di chi è lì per venderti il suo prodotto da migliaia di euro potrebbe essere un azzardo.

Il conflitto d’interessi è dietro l’angolo, meglio restare con le antenne dritte.

Hai mai comprato un’auto usata? È sempre meglio farla vedere da un tuo meccanico di fiducia e non basarti solo sulle rassicurazioni di chi te la sta per appioppare. Il principio è lo stesso.

Perciò ecco il mio secondo consiglio:

Richiedi l’analisi dell’acqua di casa tua a un laboratorio indipendente PRIMA di acquistare qualsiasi depuratore.

Nella mia esperienza ventennale ho selezionato una ristretta gamma di laboratori certificati ACCREDIA e tutti i campioni che invio a loro sono controllati con i massimi livelli di accuratezza e indipendenza.

Non è un caso se le analisi complete dei campioni richiedono anche 20 giorni. I parametri da analizzare – con rigoroso metodo scientifico – sono molti e non si possono promettere tempi inferiori. Chi lo fa deve essere visto quantomeno con sospetto.

Se stai valutando l’acquisto del miglior depuratore d’acqua per casa tua e vuoi richiedere un’analisi indipendente dell’acqua del tuo impianto ad Acqua Mamma puoi farlo da questa pagina.

Ti permetterà di capire se magari hai un problema di batteri…

Oppure se nell’acqua della falda ci sono state infiltrazioni di sostanze inquinanti, come è successo in Veneto (ne hanno parlato anche Le Iene)… 

O se ad esempio si sono metalli pesanti oltre i livelli di guardia, come il piombo…

…e grazie ai 29 controlli che facciamo potrai stanare eventuali altre minacce per la salute della tua famiglia.

In questo modo saprai valutare con maggiore consapevolezza che il depuratore che ti stanno proponendo fa davvero al caso tuo, e risolve i problemi del tuo impianto…

Ma potresti anche scoprire che la tua acqua è perfetta così com’è, e non hai alcun bisogno di comprare un costoso depuratore!

Una volta comprato il depuratore d’acqua più indicato per il tuo caso specifico, rimangono due problemi.

Primo problema: l’acqua non si usa solo per bere.

In famiglia si usa anche per lavarsi, lavare i cibi e cucinare, giocare, lavare l’auto, e in tanti altri modi a volte insospettabili.

In questo articolo ho raccolto addirittura 66 modi differenti!

Alcuni dei problemi legati all’acqua non si risolvono con un depuratore da collegare sotto il rubinetto della cucina.

Ad esempio, la Legionella non si contrae bevendo l’acqua contaminata, ma “inalando” il vapore acqueo della doccia.

Per questo motivo quando eseguo l’analisi dell’acqua di una famiglia aggiungo la mia consulenza personalizzata, commentando assieme alle persone i risultati per capire se c’è bisogno di fare qualcosa, e come farlo.

Secondo problema: non puoi “fidarti” a occhi chiusi che il depuratore funzioni.

installazione depuratore acqua potabile

Sarebbe bello un mondo in cui tutto quello che compriamo è perfettamente funzionante senza il minimo difetto.

Purtroppo la realtà e diversa: ecco perché esiste la legge sulla garanzia che tutela gli acquirenti.

Il tuo nuovo depuratore sarà stato montato correttamente? È davvero quello che hai richiesto? Non ci sono parti difettose? E dopo un anno di utilizzo darà ancora le prestazioni promesse?

C’è solo un modo per rispondere a queste domande, ed è il mio terzo consiglio.

Effettua l’analisi dell’acqua anche DOPO l’installazione del depuratore d’acqua, per verificare la differenza.

Altrimenti non ti resta altro che sperare sia tutto a posto. Vale davvero la pena rischiare, dopo l’investimento che hai fatto?

È come per le analisi del sangue. Se c’è qualcosa fuori posto il medico prescrive una terapia e alla fine si ripetono gli esami per controllare che i parametri siano tornati a posto.

La stessa cosa vale per l’acqua di casa.

 

Bene, ora hai molte più informazioni su come capire se ti serve davvero un depuratore d’acqua potabile a casa tua…

Sai cosa chiedere al venditore che ti troverai davanti e quali documenti dovrà mostrarti…

E sai come verificare se ti fornisce davvero ciò che ti ha promesso.

Se qualcuno che conosci sta valutando un depuratore fagli leggere questo articolo, vedrai che ti ringrazierà.

A presto

Salvatore Abbate

 

P.S.

Sai che un depuratore può anche dare problemi nel caso in cui “sia troppo filtrante”? 

Se priva l’acqua di tutti i nutrienti necessari per il corpo umano ti ritrovi a bere un’acqua sempre più impoverita. 

Ecco un altro buon motivo per monitorare l’acqua che esce dal tuo depuratore con cadenza periodica.

il batterio della Legionella aumenta il rischio Covid-19?

La Legionella aumenta il rischio Covid-19?

Gli esperti cercano di non diffondere il panico, ma il dubbio è legittimo e supportato dalle statistiche. Il batterio della Legionella e il virus Covid-19 colpiscono gli stessi organi. L’appello per i ricercatori.

legionella pericolo nei centri sportivi

È “corsa” alla riapertura per i centri sportivi, ma attenzione alla Legionella

È “corsa” alla riapertura per i centri sportivi, ma attenzione alla Legionella

Dopo lo stop per Covid-19 e la pausa estiva il rischio per bambini e adulti che fanno sport è l’acqua contaminata nelle strutture.

Dopo tante ristrettezze alle nostre libertà per l’emergenza sanitaria, c’è voglia di normalità.

Sentiamo tutti la mancanza delle nostre routine pre-Covid, magari di tante piccole attività che davamo per scontate, ma che – quando ci sono state negate – abbiamo capito quanto fossero importanti per noi.

Tra queste c’è sicuramente anche lo sport.

Dalle piscine ai corsi di calcio, dall’atletica alle scuole di arti marziali, dalle scuole di tennis ai corsi di ballo, settembre è il mese che vedrà riaprire tanti centri sportivi pubblici e privati.

Le Regioni si stanno muovendo in maniera più o meno coordinata, col Presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini in testa.

È anche a capo della Conferenza delle Regioni, per cui si è dato da fare per aggiornare le “Linee guida per la riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative”.

L’Emilia Romagna fu la prima a riaprire agli allenamenti collettivi, trascinando nelle settimane successive anche le altre Regioni.

Tuttavia, se in quel caso molte persone hanno “resistito” alla voglia di tornare a fare sport o di riportare i figli agli allenamenti per paura di non trovare adeguate sicurezze contro il Coronavirus

Confidando anche che l’estate avrebbe permesso molta attività motoria all’aperto al di fuori dei centri sportivi…

…ora che l’estate sta finendo e riaprono tutti i corsi, i centri sportivi pubblici e privati e gli allenamenti delle società piccole e grandi…

Si tornerà in massa a praticare sport in strutture che sono state chiuse o sotto-utilizzate per mesi.

Questo significa che ogni struttura in cui si utilizza acqua a qualsiasi titolo dovrebbe essere soggetta a controlli per certificarne l’idoneità e la salubrità.

Non è un caso che le norme istituite dai vari enti locali per la riapertura facciano riferimento a un documento dell’Istituto Superiore di Sanità intitolato:

“Guida per la prevenzione della contaminazione da Legionella negli impianti idrici di strutture turistico recettive, e altri edifici ad uso civile e industriale non utilizzati durante la pandemia COVID-19.”

(puoi leggerlo per intero a questo indirizzo).

Lasciami citare un paragrafo dell’introduzione:

Questo documento fornisce raccomandazioni tecniche specifiche relative alla prevenzione, controllo e gestione del rischio Legionella negli impianti idrici alla luce dell’emergenza COVID-19. In questo periodo, infatti, il ristagno dell’acqua e l’uso saltuario di alcuni impianti, potrebbero determinare un grave rischio per la trasmissione della legionellosi. Il documento è indirizzato ai responsabili/gestori di strutture turistico recettive, edifici civili, e alle autorità preposte alla tutela della salute. Le indicazioni contenute nel documento sono ad integrazione di quanto già indicato per le suddette strutture nelle linee guida nazionali per la prevenzione e il controllo della legionellosi e in accordo con il DL.vo 81/2008 e i dettami del DM 14 giugno 2017 inerente i piani di sicurezza dell’acqua.

L’aumento del rischio di contrarre la Legionellosi negli spazi chiusi per lunghi periodi – completamente o parzialmente – a causa dell’emergenza Covid-19 è così alto…

Che nello stesso rapporto dell’ISS si legge che il 20% dei pazienti COVID-19 avevano presumibilmente contratto una co-infezione da Legionella pneumophila.

Di certo, al batterio della Legionella non importa se la struttura è chiusa per pausa estiva o per decreto anti-Covid…

Al batterio basta trovare acqua stagnante in un qualsiasi punto delle condutture per proliferare e quindi diffondersi, contagiando le persone tramite micro-schizzi e vapore, come ho ben descritto in questo articolo del blog.

Detta in parole povere, per quel che riguarda i centri sportivi:

    • Se ci sono bagni e docce, ci vuole il controllo…

    • Se ci sono vasche o piscine, ci vuole il controllo…

    • Se ci sono giochi d’acqua o impianti di irrigazione, ci vuole il controllo…

Insomma, a meno di allenamenti lontani da qualsiasi tubatura dell’acqua…

La stragrande maggioranza degli impianti e dei centri sportivi dovrebbe garantire agli atleti e alle loro famiglie che non c’è acqua contaminata nella struttura.

legionella pericolo nei centri sportivi

Sai qual è il caso più critico?

Senza dubbio le palestre delle scuole pubbliche, che sono rimaste chiuse a lungo ma i cui spazi torneranno ad ospitare tante associazioni sportive locali nelle prossime settimane.

L’infido batterio della Legionella pneumophila – la variante più diffusa – potrebbe trovare terreno fertile negli impianti spesso trascurati degli edifici pubblici.

Personalmente, sto consigliando a tutte le mamme che conosco di chiedere adeguate rassicurazioni ai gestori delle palestre e delle piscine in cui hanno iscritto i loro figli.

Prima di versare un euro per l’iscrizione ai corsi sarebbe meglio pretendere e farsi mostrare l’esito dei controlli sull’acqua della struttura in questione.

Il punto è questo: c’è un grande fermento in ogni regione per queste riaperture. 

Ad esempio la Regione Toscana ha pubblicato un bando per dare contributi economici alle associazioni e società sportive dilettantistiche, agli enti di promozione sportiva e a tutti i soggetti a vocazione sportiva che gestiscono impianti sportivi e spazi dedicati all’attività sportiva e motorio-ricreativa.

Eppure, proprio in Toscana la ASL di Arezzo in luglio ha lanciato l’allarme per un incremento dei casi di Legionella rispetto al 2019, come puoi leggere in questo articolo di ToscanaMediaNews.

La Legionella è un batterio con mortalità fino al 10% dei casi, nei soggetti SENZA patologie pregresse.

La sua pericolosità aumenta di 4-5 volte negli anziani, negli immunodepressi e in generale nei soggetti con sistema immunitario fragile come i neonati o chi ha ricevuto un trapianto di organi.

E non si può stare tranquilli nemmeno se si guarisce, perché gli effetti a lungo termine che devono subire i sopravvissuti sono gravi e debilitanti, arrivando anche ad incidere sulla capacità di lavorare per mesi o anni.

Ecco perché non possiamo farci trascinare con leggerezza dall’entusiasmo e dalla voglia di tornare a praticare i nostri amati sport…

Ma dobbiamo mettere la nostra sicurezza e quella dei nostri cari al centro.

Se la struttura sportiva non riesce a dimostrarti che l’acqua delle condutture è pura e priva di rischi, forse dovresti metterli in contatto con Acqua Mamma.

A maggior ragione, dovresti farlo se vedi ruggine o incrostazioni nelle tubature a vista o nei rubinetti! Un impianto trascurato è una potenziale bomba batteriologica!

Ricorda ai gestori che è loro responsabilità garantire la piena salubrità dell’acqua in cui esercitano l’attività, quindi digli di scriverci dal modulo di contatto che trovano sul nostro sito a questo indirizzo: https://acqua-mamma.com/

Acqua Mamma nasce con l’obiettivo di dare sicurezza e tranquillità, vogliamo che l’acqua sia fonte di vita e non di preoccupazioni.

Pensa che invece proprio negli ospedali – i luoghi in cui andiamo per curarci – c’è la probabilità maggiore di ammalarsi di Legionellosi!

Leggi alcune delle testimonianze di chi c’è passato personalmente.

Anche per questo motivo abbiamo bisogno del tuo supporto, perché l’enorme chiasso mediatico generato dal Covid-19 rischia di far dimenticare la pericolosità di un batterio killer come quello della Legionella pneumophila.

Non abbassare la guardia proprio adesso, la prevenzione è la migliore difesa che abbiamo.

 

Un abbraccio,

Salvatore Abbate.

P.S.

Se vuoi saperne di più sui tragici effetti negativi a lungo termine sperimentati da chi è scampato alla Legionella puoi leggere la nostra indagine a questo indirizzo.

Le informazioni che abbiamo raccolto ribaltano le false certezze che tante persone hanno su questa grave minaccia per la nostra salute. 

P.P.S.

E l’acqua di casa tua è sicura? Scopri il Livello di Rischio dell’acqua delle tue tubature con il semplice TEST di Acqua Mamma. Rispondi alle domande in due minuti, avrai subito il risultato.