analisi acqua sui luoghi di lavoro

Sei un dipendente? Fai valere il tuo diritto di avere acqua sicura – e senza Legionella – sul luogo di lavoro

Sei un dipendente? Fai valere il tuo diritto di avere acqua sicura - e senza Legionella - sul luogo di lavoro

La normativa che ti tutela c’è, ma viene applicata? Dai dati sulla Legionella emerge la gravità di questo rischio.

Il punto è questo.

Dopo l’emergenza sanitaria del Covid-19… 

Dopo il lockdown…

Dopo la cassa integrazione e lo smart-working…

e dopo la chiusura completa o parziale di molte attività…

Man mano che i lavoratori riprendono il servizio e tornano negli ambienti di lavoro che erano chiusi da settimane o mesi (come nel caso delle scuole o degli hotel)…

S’impenna la probabilità di nuovi focolai di Legionella causati dall’acqua della struttura non più sicura e potabile.

La Legionella è solo UNO dei pericoli che possiamo trovare nell’acqua stagnante e malsana di un impianto idrico fermo, specialmente col caldo dell’estate.

(Ne parlavo anche in questo articolo sui luoghi di vacanza che tornano ad accogliere turisti).

Gli edifici pubblici e le aziende che riaprono i cancelli ai dipendenti si trovano in uno stato di “fermento” particolare, dovuto all’esigenza di far rispettare tutti i protocolli di sicurezza anti-Covid come il distanziamento sociale.

Inoltre, specialmente per gli imprenditori, è comprensibile il desiderio di tornare a fatturare il prima possibile, rimettere in moto le fabbriche, gli uffici, i locali…

…tanto quanto è urgente per un dipendente uscire dalla cassa integrazione e tornare al suo stipendio pieno.

Per questo motivo è alto il rischio di prendere sottogamba altre minacce che non vengono reclamizzate ogni sera al telegiornale, come invece accade per il Coronavirus.

Semplicemente, tutta la nostra attenzione è assorbita dal Covid-19 ed è facile dimenticarsi del resto.

Ma come ho descritto in quest’altro articolo sui controlli anti-Legionella sui luoghi di lavoro

C’è una corposa normativa sulla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, anche per ciò che riguarda l’acqua.

Voglio affrontare l’argomento dal punto di vista dei diritti del lavoratore. Se sei un dipendente farai bene a leggere queste righe, tanto per sapere quali diritti hai.

Prima di tutto, il famoso Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro n.81/08 non è l’unico riferimento di legge.

Infatti l’Ente Bilaterale Nazionale del settore Terziario (EBINTER) ha prodotto una guida dal titolo:

“Datori di lavoro e lavoratori. Guida pratica agli adempimenti di sicurezza e all’apparato sanzionatorio”

 

La guida include anche svariati accordi e intese bilaterali (Confindustria, settore artigiano, pubblica amministrazione, commercio, sindacati, Confcommercio…) tutte volte a tutelare la salute dei lavoratori.

Nella guida si ricordano, tra i principali diritti che spettano al lavoratore (cito testualmente):

  • il diritto di astenersi – salvo casi eccezionali e su motivata richiesta – dal riprendere l’attività lavorativa nelle situazioni in cui persista un pericolo grave ed immediato;
  • il diritto di allontanarsi – in caso di pericolo grave ed immediato e che non può essere evitato – dal posto di lavoro o da una zona pericolosa, senza subire pregiudizi o conseguenze per il loro comportamento; 
  • il diritto di prendere, in caso di pericolo grave ed immediato nella impossibilità di contattare un superiore gerarchico o un idoneo referente aziendale – misure atte a scongiurarne le conseguenze, senza subire pregiudizi per tale comportamento, salvo che questo sia viziato da gravi negligenze;
  • il diritto di essere sottoposto a visite mediche personali soltanto qualora la relativa richiesta sia giustificata da una connessione, documentabile, con rischi professionali

Ad esempio, l’addetto al salvataggio di una piscina pubblica ha rischi professionali legati all’acqua che potrebbe essere insalubre? Penso proprio di sì.

L’operaio di un autolavaggio ne ha? Direi che ne ha quasi più del bagnino, con tutta l’acqua nebulizzata in sospensione nell’aria che si respira ogni giorno (ed è proprio così che si prende la Legionella).

Come pure il giardiniere che innaffia le aree verdi di un hotel, no? E potrei andare avanti per ore.

Inoltre, nella stessa Guida, si citano altri diritti fondamentali del lavoratore. Riguardano l’integrità fisica e la salute. Il datore di lavoro deve infatti “garantire un ambiente sicuro e periodicamente controllato.”

Alla luce di tutto questo…

Sei sicuro che il tuo lavoro sia sicuro?

Perdonami il gioco di parole, ma è nel tuo interesse avere rassicurazioni e prove concrete che il tuo datore di lavoro abbia assolto ai suoi obblighi.

Non vogliamo pensare male di nessuno, ma come dicevo tra i mille problemi a cui deve già far fronte, forse effettuare un controllo anti-Legionella sulle tubature degli impianti non è proprio in cima alla sua lista.

Fai attenzione a questi dettagli:

 

Ci sono tubature vecchie e arrugginite, dove lavori?

Ci sono ristagni d’acqua, vasche o serbatoi di accumulo?

Ci sono evaporatori, nebulizzatori, irrigatori?

Ci sono rubinetti, docce e bagni che nessuno ha usato per mesi interi?

Ci sono altre occasioni di contatto con l’acqua, di qualsiasi natura?

 

In tutti questi casi dovresti DAVVERO sollecitare il tuo capo a effettuare un’analisi dell’acqua per scongiurare il pericolo della Legionella.

Puoi anche indirizzarlo direttamente all’acquisto del set Anti-Legionella di Acqua Mamma, direttamente da questa pagina.

Se per caso dovesse fare orecchie da mercante, ricordagli quali sono i tuoi diritti e che, tra l’altro, ci sono sanzioni durissime per i datori di lavoro che trascurano la sicurezza dei propri dipendenti.

Il batterio della Legionella è un killer silenzioso, nel senso che non trova più tanto spazio sui quotidiani…

Ma di certo non si è fermato, anzi. Studi hanno dimostrato che è in grado di evolvere e resistere sempre meglio al sistema immunitario umano.

Cosa ancora più inquietante, le analisi sempre più veloci e precise ci stanno dicendo che i casi di Legionella sono molti più di quelli che ci si aspettava.

Perché? Beh, molte polmoniti causate dalla Legionella pneumophila non erano correttamente diagnosticate, fino a poco tempo fa.

Inoltre c’è un manipolo di Regioni che comunica regolarmente le informazioni sui casi di contagio rilevati, mentre altre 15 sono piuttosto “latitanti”.

Addirittura, nel rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità si legge che il 20% dei pazienti COVID-19 avevano presumibilmente contratto una co-infezione da Legionella pneumophila!

Come vedi, anche se non si guadagna più molte prime pagine, la Legionella è ancora una minaccia per tutti noi…

Una minaccia in crescita.

Parlane coi tuoi colleghi e insieme affrontate l’argomento col vostro datore di lavoro. Se ancora non ha predisposto gli opportuni esami dell’acqua, è il caso di sollecitarlo senza perdere tempo.

Con la salute non si scherza.

Un abbraccio,

Salvatore Abbate.

 

P.S.

Puoi dire al tuo capo di ordinare il set Anti-Legionella di Acqua Mamma, collegandosi a questa pagina.

 

P.P.S.

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