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Guarire dalla Legionella, la convalescenza “infinita”

Guarire dalla Legionella, la convalescenza “infinita”

Le vicissitudini dei sopravvissuti tra rischio licenziamento, difficoltà a camminare e spese mediche per pagare ticket e terapie.

La broncopolmonite causata dal batterio della Legionella è ancora letale nel 10% dei casi.

Si tratta di una mortalità elevatissima, che tocca punte del 50% quando riguarda persone già immunodepresse che contraggono la malattia (e purtroppo, accade spesso negli ospedali).

Come afferma il sito dell’INAIL, la Malattia del Legionario è una infezione molto severa che non va presa sottogamba.

Uno dei temi che porto avanti nella mia battaglia contro l’acqua di casa contaminata da sostanze nocive riguarda però l’altro 90% di persone che sopravvive (nel migliore dei casi) al batterio della Legionella Pneumophila, il più letale dell’intera categoria.

Si tratta di un aspetto sottovalutato dai media e dalla bibliografia medica, e la cosa merita decisamente un approfondimento.

Sto parlando degli effetti “secondari” della Legionella e della lunghissima convalescenza.

Un vero e proprio dramma “secondario” potrebbe infatti cominciare quando il malato viene giudicato sufficientemente in salute da essere dimesso dall’ospedale.

Uno dei motivi è questo: anche se ci viene detto che non abbiamo più bisogno dell’ospedale, chi è passato dalla terapia intensiva per infiammazione batterica dei polmoni (o di altri organi come i reni, a cui potrebbe estendersi) ne porta i segni sul fisico ancora per molto tempo.

La storia di A. Z., 74enne di Bresso, Milano, è un esempio lampante. Prima di contrarre la Legionella nel settembre del 2014 era in perfetta salute.

“La legionella mi ha lasciato in eredità 13 pastiglie da prendere ogni giorno della mia vita – racconta in un articolo de Il GiornoÈ facile dire che siamo guariti dalla legionella. In realtà da quando sono stato in ospedale la mia vita è cambiata. Ero una persona sana, oggi sono costretto ad assumere farmaci di ogni tipo perché il mio corpo è stato duramente messo alla prova”.

(A. Z. ha contratto la malattia facendo una semplicissima doccia dopo essere tornato dalle vacanze in Sardegna. L’acqua stagnante nelle tubazioni di casa sua aveva sviluppato una colonia di batteri, un fenomeno che ho dettagliato in questo articolo sul rapporto tra vapore e batterio della Legionella).

Come se non bastasse, il malato torna a casa sua dopo qualche settimana di degenza, ma di certo non torna al lavoro. Ancora non è in grado di camminare più di pochi passi senza accasciarsi per l’affanno, figuriamoci riprendere l’attività lavorativa.

Per questo motivo in alcune circostanze sfortunate non solo la salute, ma anche il posto di lavoro di chi contrae la Legionella è a rischio.

Questo esempio viene dal sito del Giornale di Brescia del 24 settembre 2018.

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A quanto pare non si tratta di un dramma abbastanza grande da meritarsi l’edizione della sera dei TG nazionali, anche se proprio a Brescia c’è stata quella che gli esperti considerano la più grande epidemia di Legionella del mondo

Spostandoci a Parma, un altro caso di epidemia ha coinvolto 43 persone nell’autunno del 2016.

Questo articolo su Repubblica racconta di come una delle persone contagiate in settembre, una donna di 53 anni, debba ancora svolgere un “test del cammino” nel febbraio successivo, a distanza di oltre cinque mesi. 

Scopo del test del cammino è misurare la distanza che una persona può percorrere in sei minuti, camminando il più velocemente possibile su una superficie piana. Si effettua per valutare l’autonomia funzionale delle persone sottoposta a terapie per guarire da problemi polmonari di varia natura.

La signora, infatti, anche dopo le dimissioni ospedaliere sentiva immediatamente affanno anche per sforzi minimi come camminare o fare le scale.

“Ho pagato tutti i ticket di tasca mia” racconta al giornalista la signora, che si è anche rivolta al Movimento Nuovi Consumatori per assistenza legale, chiedendo un risarcimento per danni economici, psicologici e biologici.

Sempre a Parma, nell’ottobre del 2016 altri contagi hanno guadagnato un posto sulla cronaca locale.

Dalle colonne della Gazzetta di Parma arriva la storia della signora Tiziana, di 72 anni. Anche lei ha grosse difficoltà a riprendere le normali attività che svolgeva prima di essere contagiata dal batterio della Legionella.

Faccio fatica a camminare. Negli ultimi due giorni sono uscita a fare due passi, ma proprio due di numero. E' uno sforzo solo arrivare alla prima panchina.

Il suo racconto ricco di particolari ci parla anche degli aspetti psicologici, che in alcuni casi potrebbe sfociare in vero e proprio Disturbo Post-Traumatico da Stress.

Quando la giornalista le chiede “Quanta fatica ci vuole per ripartire? E come va con la paura?” la sua risposta è lapidaria.

Ho il terrore: non mi sono ancora lavata. La doccia è in un bagnetto piccolo senza finestra, penso che non la farò mai più.

Sono ben poche le testimonianze che vengono raccolte dai giornali locali o nazionali, almeno rispetto ai casi accertati a livello nazionale…

Molte più vicende rimangono confinate tra le mura domestiche senza diventare testimonianze pubbliche.

Possiamo solo immaginare quante di quelle persone abbiano rimpianto di non avere effettuato adeguati controlli preventivi nelle tubature del loro impianto idrico.

Basterebbe il prelievo di semplici campioni di acqua per avere un’analisi puntuale e dettagliata dello “stato di salute” dell’acqua di casa e prevenire possibili contagi. Questo è proprio lo scopo per cui ho fondato Acqua Mamma.

Ho raccolto i risultati di studi medici e ricerche scientifiche sugli effetti a lungo termine della Legionella nell’indagine che puoi leggere a questa pagina. Penso che i dati sulla facilità del contagio negli stessi ospedali siano i più allarmanti.

Se anche tu hai avuto a che fare col batterio della Legionella racconta la tua vicenda sulla pagina Facebook di Acqua Mamma, aiuterai altre persone a non abbassare la soglia dell’attenzione su questo pericoloso batterio.

A presto

Salvatore Abbate

P.S.

E l’acqua di casa tua è sicura? Scopri il Livello di Rischio dell’acqua delle tue tubature con il semplice TEST di Acqua Mamma. Rispondi alle domande in due minuti, avrai subito il risultato.

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