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Legionella: il batterio che usa il vapore acqueo come “taxi” fino ai polmoni

Legionella: il batterio che usa il vapore acqueo come “taxi” fino ai polmoni

Due team di scienziati hanno riprodotto in laboratorio quello che avviene quando siamo sotto la doccia.
Ecco cosa hanno scoperto.

Forse l’enorme megafono generato dall’emergenza Covid-19 in tutto il mondo ha aumentato la consapevolezza del pubblico anche su un’altra minaccia per la nostra salute.

Sto parlando del batterio della Legionella, che nelle ultime settimane è sotto i riflettori grazie a tutte le indicazioni delle autorità su come approcciarsi agli edifici che sono stati vuoti per mesi durante il lockdown.

Ne ho parlato anche in questo articolo a proposito delle strutture turistiche.

Voglio puntualizzare due aspetti fondamentali in merito al virus del Covid-19 e al batterio della Legionella, una sostanziale differenza e un punto in comune.

La differenza è che, mentre per il virus Covid-19, sappiamo bene quanto sia veloce e temibile la trasmissione interumana…

Tanto che ormai passiamo costantemente le nostre giornate tra mascherine, guanti e gel lavamani…

Nel caso della Legionella essere contagiati da un’altra persona infetta è praticamente impossibile.

Diciamo solo che non ci sono casi documentati di contagi avvenuti da un malato ad un soggetto sano.

Come si legge dalle statistiche dell’Istituto Superiore di Sanità, è inquietante quanto sia invece probabile entrare in contatto col batterio della Legionella dentro un ospedale. 

Si tratta dei cosiddetti casi nosocomiali.

I dati italiani più recenti, che risalgono al 2017, ci parlano di ben 124 persone infettate proprio tra le corsie degli ospedali – con esito fatale nel 51,1% dei casi.

(Purtroppo il 73% dei casi nosocomiali sono stati notificati da Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio, Provincia Autonoma di Trento e Piemonte. Appare evidente che dalle altre regioni i dati scarseggiano…)

 

Il punto in comune tra Covid-19 e Legionella riguarda invece il veicolo che “l’agente contaminante” utilizza per entrare nel nostro organismo ed arrivare ai polmoni.

Sto parlando degli ormai famosi “droplets” ossia le micro-gocce d’acqua in sospensione nell’aria.

La capacità della Legionella di causare malattie è associata alla sua capacità di entrare nel sistema respiratorio attraverso goccioline di dimensioni respirabili.

L’acqua è perciò un ottimo mezzo di trasporto per il batterio. Tuttavia, il processo mediante il quale l’acqua contaminata viene trasferita nell’aria e quindi nel tratto respiratorio umano rimane scarsamente studiato.

La diffusione batterica che può causare la Malattia del Legionario richiede goccioline d’acqua abbastanza piccole da essere depositate nella regione toracica del corpo umano…

Ma abbastanza grandi da contenere legionella vitale e pericolosa.

Infatti, se le goccioline fossero troppo piccole, il batterio non riuscirebbe materialmente ad entrarci e a farsi trasportare per l’aere.

E quand’è che nelle nostre case respiriamo una grande quantità di micro-gocce d’acqua, a pieni polmoni e anche con grande frequenza?

Ovviamente, durante la doccia.

Questo non accade solo quando siamo direttamente sotto la doccia, ma anche quando siamo semplicemente nella stanza da bagno mentre fa la doccia un nostro familiare.

Ciò significa che è possibile contrarre la Malattia del Legionario – se il batterio è presente nelle condutture dell’impianto – ogni volta che entriamo in contatto con del vapore, anche indirettamente. 

Per capire come un agente contaminante possa entrare tramite vapore acqueo all’interno del nostro organismo, due team indipendenti di scienziati hanno condotto esperimenti in laboratorio ricreando le condizioni che troviamo all’interno del bagno di casa nostra.

Ricerca n.1: Il manichino sotto la doccia

Gli scienziati del Lovelace Respiratory Research Institute, New Mexico (USA), hanno studiato la propagazione e l’ingresso all’interno del corpo umano delle micro-gocce di vapore generate in una classica doccia.

test doccia legionella vapore

Hanno messo un manichino con proporzioni umane dentro il box doccia, installato i vari punti di misurazione dentro e fuori il box, e poi gli hanno fatto fare una bella doccia calda.

E anche una fredda, in realtà, non certo per tonificare la muscolatura del manichino ma per vedere se c’erano differenze nella diffusione dei droplets.

Hanno così scoperto che le dimensioni delle microgocce create durante la doccia, capaci di penetrare nell’organismo respirando da bocca o naso, vanno da 2,5 µm (micron, milionesimi di metro) in caso di doccia fredda, fino a 7,5 µm quando il manichino faceva la doccia calda.

Inoltre, nella pubblicazione delle loro ricerche hanno precisato che “L’acqua domestica fornita da pozzi e sistemi idrici municipali può anche essere contaminata da metalli pesanti come arsenico, cromo e piombo che hanno documentato tossicità per vie respiratorie e / o sistemiche a seguito di inalazione.”

Questa ricerca non analizzava nello specifico l’ingresso nei polmoni del batterio della Legionella, ma ci ha pensato uno studio francese del 2016 pubblicato sulla rivista scientifica Nature.

Ricerca n.2: L’aerosol alla Legionella

I ricercatori francesi hanno creato una sorta di “aerosol” diffusore del batterio (Legionella pneumophila) con tanto di gola artificiale per misurare quanto sono grandi le micro-gocce (i veri e propri aerosols) capaci di ospitare i batteri e trasportarli fin dentro i nostri polmoni.

Il dispositivo era capace di creare gocce di dimensioni variabili, così hanno potuto misurare l’intervallo completo, dal minimo al massimo, che queste gocce devono avere per essere dei validi “taxi” per il batterio.

aerosol alla legione ricerca francese

Dopo varie misurazioni, e in accordo a quanto verificato anche da altri studi precedenti sui quali si erano basati, hanno appreaso sostanzialmente due cose.

Primo: il diametro minimo della goccia che può contenere batteri è compreso tra 1 e 2 μm.

Gocce più piccole di queste sostanzialmente non riescono a contenere il batterio, come se un ippopotamo volesse entrare dentro una golf-car.

Inoltre è necessario per il batterio avere un ambiente umido per restare vivo, mentre si trova “in volo”.

Secondo: affinché i batteri vengano erogati nella regione toracica le goccioline devono misurare da un minimo di 2 μm a un massimo di 10 μm.

Quindi, unendo i risultati dei due studi, si ottiene che…

Il vapore acqueo prodotto durante la doccia è - purtroppo - PERFETTO per causare l’infezione di Legionella pneumophila

Le microgocce generate dalla doccia (fredda oppure calda) sono sia abbastanza grandi che numericamente sufficienti da trasportare il batterio fin dentro i nostri polmoni.

L’unica vera differenza tra acqua calda e fredda è la presenza del pericoloso aerosol fuori dal box doccia. 

In caso di acqua fredda, ad essere soggetto al rischio di infezione è solo chi si trova proprio sotto l’acqua mentre in caso di acqua calda il rischio si estende anche ad altre persone eventualmente presenti nella stanza.

Cosa possiamo fare, quindi, per continuare a considerare la doccia come il momento salutare e rilassante che è sempre stato?

Non potremo mica cominciare a fare la doccia con le mascherine o trattenendo il fiato, giusto?

La cosa migliore per escludere completamente il rischio di avere il batterio della Legionella nelle condutture di casa è richiedere il Set Anti-Legionella di Acqua Mamma.

Grazie all’utilizzo di questo set avrai la certezza che un laboratorio certificato ACCREDIA analizzi l’acqua che circola nelle tue condutture, stanando tutti i ceppi più pericolosi del batterio della Legionella.

Non esiste infatti solo la Legionella pneumophila, ma del batterio Legionella sono state identificate più di 60 specie diverse e il nostro Set va a caccia proprio di quelli pericolosi per la salute umana.

Ora che sai tutto di come il batterio viaggia attraverso il vapore, continua pure a goderti il relax e il benessere che può darti una bella doccia.

L’importante è far analizzare l’acqua del tuo impianto. A questo ci pensa Acqua Mamma.

A presto

Salvatore Abbate

P.S.

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