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Sapevi che i Maya furono avvelenati da alghe tossiche e mercurio nell’acqua potabile?

Sapevi che i Maya furono avvelenati da alghe tossiche e mercurio nell’acqua potabile?

E il problema persiste ancora oggi, anche a casa nostra…

Con tutta la tecnologia moderna di cui disponiamo, il problema dell’acqua potabile contaminata da sostanze nocive non è stato risolto ed è quanto mai urgente.

Tra gli agenti contaminanti più ricorrenti possiamo sicuramente considerare le alghe tossiche e il mercurio, due sostanze che possono rendere l’acqua non adatta al consumo umano.

Non è un caso se anche in provincia di Viterbo, a maggio del 2020, si sia diffusa la preoccupazione per l’approvvigionamento di acqua dei comuni di Ronciglione e Caprarola.

L’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente, infatti, analizzando i dati forniti da ASL e Istituto Superiore di Sanità in merito ad alcuni campionamenti di acqua presso il vicino lago di Vico…

ha lanciato l’allarme per l’elevata concentrazione della cosiddetta “alga rossa”, batteri e persino arsenico, poiché proprio dal lago di Vico i due comuni attingono l’acqua destinata alle abitazioni dei cittadini.

Da questa vicenda emerge un parallelismo storico che ci rimanda addirittura ai Maya, e nello specifico alla città di Tikal, un tempo fiorente città-stato situata nell’odierno Guatemala. 

Un recente studio dell’Università di Cincinnati, pubblicato sul portale scientifico Nature.com, ha evidenziato come l’élite dominante della città – che al massimo del suo splendore contava 90.000 abitanti – sia stata soggetta a un lento e costante avvelenamento dovuto all’acqua impura che beveva. 

L’intera classe dirigente beveva acqua avvelenata da alghe tossiche e mercurio, proveniente da due grosse cisterne sotterranee che raccoglievano l’acqua piovana da utilizzare nei periodi di siccità.

Questa contaminazione colpì le classi più agiate e ricche, cioè persone che abitavano proprio nel centro di Tikal dove si trovavano i palazzi più sfarzosi.

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Ma com’è stato possibile? E come si collega questa vicenda storica alle nostre città moderne?

I due problemi – mercurio ed alghe tossiche – hanno due cause differenti.

Il mercurio era presente nella pittura usata per decorare le pareti delle cisterne.

Come dichiarato anche dall’Istituto Superiore di Sanità, il mercurio è uno di quei metalli pesanti che può entrare nella nostra catena alimentare attraverso l’acqua, causando effetti disastrosi per la salute.

All’esposizione ai metalli pesanti sono associati molteplici effetti sulla salute, con diversi gradi di gravità e condizioni: problemi ai reni e alle ossa, disordini neurocomportamentali e dello sviluppo, elevata pressione sanguigna e, potenzialmente, anche cancro al polmone.

I Maya di Tikal avevano riempito di pitture ornamentali quelle cisterne, e lentamente ma inesorabilmente l’acqua ha lavato via il pigmento contenente mercurio, per farlo finire nei calici sulle tavole dei loro banchetti.

Ai giorni nostri invece il mercurio è il risultato dell’intensa attività industriale, e dall’aria può passare al terreno e all’acqua in caso di eccessiva concentrazione.

Le alghe tossiche erano causate dai residui di cibo e sporcizia accumulati nell’acqua.

Nello specifico i ricercatori hanno individuato due tipi di cianobatteri, alghe dalle fioriture tossiche, la Planktothrix e la Microcystis. 

La loro presenza è dovuta alla eccessiva concentrazione di fosfati, segnale che indica una contaminazione dell’acqua con materiale organico.

Infatti secondo gli archeologi le due cisterne erano vicine alla grande cucina che serviva pranzi e cene per l’Acropoli di Tikal, il grande complesso di palazzi e monumenti dove risiedeva l’élite cittadina.

Questa grande cucina causava due problemi.

  1. L’acqua di lavaggio dei piatti finiva per confluire nelle cisterne;

  2. Accanto agli edifici si accumulava spazzatura organica che, bagnata dalla pioggia, agevolò lo sviluppo delle alghe dagli effetti neurotossici dannose per fegato, gola e occhi.

Il paradosso è questo: a questi “leader” veniva chiesto di intercedere con le divinità per avere piogge e raccolti abbondanti, mentre il loro stile di vita lussuoso li stava lentamente avvelenando.

Fu così che, assieme ad una pressione demografica sempre maggiore, le malattie e la fame portarono al totale abbandono della città.

Quello che i Maya non avevano erano adeguati controlli sulla qualità della loro acqua potabile.

E dispiace dirlo, ma come dimostra sempre più spesso la cronaca, anche ai giorni nostri le preoccupazioni per la qualità dell’acqua potabile sono molte (e giustificate).

È notizia di questi giorni la protesta dei cittadini di Senago (Milano) per il timore che la falda di acqua potabile possa essere compromessa da vasche di contenimento che ospiteranno fanghi pericolosi, residui dalle piene del fiume Seveso.

Eppure la legge italiana stabilisce che l’acqua distribuita fino alle nostre abitazioni sia controllata dalle autorità locali…

…cosa che avviene (quando avviene davvero) solo fino al contatore.

Dentro le abitazioni non avvengono controlli preventivi. Anche se gli edifici sono in piedi da decenni, e le tubature idrauliche non hanno ricevuto manutenzione adeguata da tempo immemore, non sono previsti obblighi di controllo da parte di ASL, Comuni o altri enti pubblici.

(Se non quando qualcuno si è già ammalato, o peggio).

Pensa a questa cosa: se vuoi affittare o vendere una casa devi certificarne la prestazione energetica, con un adeguato documento previsto dalla legge, ma non sei obbligato a produrre alcun documento che dimostri che hai effettuato analisi specifiche sulla qualità dell’acqua.

Non è un controsenso?

L’unica cosa che possiamo fare è agire in prima persona, non dare per scontato che la nostra acqua sia ottima e salutare (come facevano i ricchi Maya di Tikal prima di finire avvelenati) e darci da fare per garantire alle nostre famiglie acqua davvero potabile.

Puoi cominciare dal TEST di Acqua Mamma, un veloce questionario che ti aiuterà a capire il Livello di Rischio del tuo impianto idraulico.

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Un abbraccio

Salvatore Abbate

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